Qualche mese fa avevo espresso brevemente alcune considerazioni sul futuro dell'aggregatore di blog dell'associazione ITPUG, ovvero il Planet PostgreSQL Italiano.
La mia preoccupazione era dovuta al fatto che nei primi mesi dell'anno corrente non vi erano stati post relativi all'associazione e al mondo PostgreSQL in generale, e infatti facevo notare come solo io avessi pubblicato 13 post fra Gennaio e Aprile.
Ad oggi, giro di boa della metà anno, la situazione non è migliorata, e ancora una volta pare che il planet sia utilizzato solo per aggregare i miei post:
Ancora una volta sento la necessità di sollecitare l'associazione e il consiglio a valutare l'utilizzo di questo strumento di aggregazione e informazione, che risulta ormai evidentemente abbandonato a se stesso e in rapido declino di contenuti (a differenza del sempre aggiornato Planet PostgreSQL.
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sabato 24 giugno 2017
venerdì 19 maggio 2017
PostgreSQL 10 beta 1!
Ci siamo!
PostgreSQL 10 fa finalmente capolino nel mondo con il rilascio, ieri, della prima beta release.
Il download comprende pacchetti binari per le maggiori distribuzioni, oltre ovviamente alla possibilità
di compilare i sorgenti, anch'essi scaricabili come archivi.
PostgreSQL 10 fa finalmente capolino nel mondo con il rilascio, ieri, della prima beta release.
Il download comprende pacchetti binari per le maggiori distribuzioni, oltre ovviamente alla possibilità
di compilare i sorgenti, anch'essi scaricabili come archivi.
lunedì 10 aprile 2017
Considerazioni sul planet italiano di PostgreSQL
Ho fatto caso che ormai sul planet ufficiale dell'associazione ITPUG, ovvero www.planetpostgresql.it, sto scrivendo
sporadicamente solo io. Questo secondo me è un campanello di allarme: io non sono certo migliore o piu' bravo di altri
soci e componenti dell'associazione, ma questa assenza dell'associazione dal planet indica che forse non si crede piu'
in questo strumento. Il fatto però è che nemmeno sul planet ufficiale si leggono post di ITPUG, e quindi non è tanto
la piattaforma italiana ad essere trascurata, ma il sistema di pubblicazione di notizie e articoli in generale.
Tornando al planet italiano, è facile verificare che su un periodo abbastanza ampio gli unici post
aggregati sono miei, e spesso risultano a loro volta dei link ad altre notizie ed articoli:
Possibile che in un periodo di circa 3 mesi ITPUG non abbia avuto nessuna notizia da pubblicare?
Perfino in questi giorni, dove si richiede la regolarizzazione della quota per l'anno 2017 in vista
dell'imminente assemblea ordinaria, non vi sono notizie a riguardo.
Il consiglio che mi sento di dare al futuro consiglio è quello di prendere una decisione in merito al planet: se non lo si
vuole aggiornare allora tanto vale "spegnerlo", ma se lo si mantiene (come è tradizione anche nell'ambiente PostgreSQL e non solo)
allora lo si deve popolare periodicamente.
sporadicamente solo io. Questo secondo me è un campanello di allarme: io non sono certo migliore o piu' bravo di altri
soci e componenti dell'associazione, ma questa assenza dell'associazione dal planet indica che forse non si crede piu'
in questo strumento. Il fatto però è che nemmeno sul planet ufficiale si leggono post di ITPUG, e quindi non è tanto
la piattaforma italiana ad essere trascurata, ma il sistema di pubblicazione di notizie e articoli in generale.
Tornando al planet italiano, è facile verificare che su un periodo abbastanza ampio gli unici post
aggregati sono miei, e spesso risultano a loro volta dei link ad altre notizie ed articoli:
- 6 Gennaio 2017
- 13 Gennaio 2017
- 18 Gennaio 2017
- 27 Gennaio 2017
- 3 Febbraio 2017
- 21 Febbraio 2017
- 23 Febbraio 2017
- 24 Marzo 2017 (a) e (b)
- 2 Aprile 2017
- 5 Aprile 2017 (a) e (b)
- 8 Aprile 2017
Possibile che in un periodo di circa 3 mesi ITPUG non abbia avuto nessuna notizia da pubblicare?
Perfino in questi giorni, dove si richiede la regolarizzazione della quota per l'anno 2017 in vista
dell'imminente assemblea ordinaria, non vi sono notizie a riguardo.
Il consiglio che mi sento di dare al futuro consiglio è quello di prendere una decisione in merito al planet: se non lo si
vuole aggiornare allora tanto vale "spegnerlo", ma se lo si mantiene (come è tradizione anche nell'ambiente PostgreSQL e non solo)
allora lo si deve popolare periodicamente.
martedì 21 marzo 2017
SpeakerFight & PGDay.IT: è possibile?
Sono venuto a conoscenza per caso di un progetto interessante: SpeakerFight.
L'idea è abbastanza semplice, e l'implementazione mantiene la semplicità: si inviano dei contributi di talk (per conferenze ed eventi) e si lascia che le persone li votino, in un meccanismo stile "star" ben noto da altre piattaforme. I talk/contributi che hanno ricevuto il maggior numero di voti vengono selezionati per l'evento.
Un paio di giorni fa ho proposto di valutare questo meccasnimo nell'ambito del PGDay.IT. Da tempo sono sostenitore di una call-for-papers piu' aperta e con selezione maggiormente trasparente rispetto a quanto è avvenuto nelle ultime edizioni. Anzi, a dire il vero ho anche proposto piu' volte di fare un "speaker fight" del poveraccio addirittura per il keynote, proponendo di chiedere alla community chi fosse interessato a fare un keynote speech invece che andare su singolo invito diretto.
Ora sistemi come quello qui descritto hanno, ovviamente, i loro svantaggi: per esempio si potrebbe votare molto un talk tenuto da un perfetto incompetente che risulterebbe in uno speech di pessima qualità, trascurando magari talk meno "accattivanti" ma di sicuro successo ed impatto.
E forse alcune persone non vogliono selezionare di propria volontà i talk, quanto lasciare che siano gli organizzatori a "stupirli" con contenuti all'altezza di stimolare la curiosità e l'intelletto.
Tuttavia è difficile rimanere in un ambito o nell'altro se non si hanno dati alla mano circa il gradimento delle precedenti edizioni (questione che spesso ho sollevato).
Personalmente ritengo che aprire almeno una porzione del PGDay.IT ad un sistema di votazione diretta possa dare quella spinta ad autori e partecipanti per sentirsi maggiormente coinvolti e, soprattutto, per poter decidere il livello dei contenuti da visionare, garantendo quindi una maggiore partecipazione (almeno in teoria).
Se poi il tutto viene accompagnato anche da un feedback sui talk, si può avere una base dati abbastanza oggettiva che possa permettere un evento migliore ad ogni edizione.
Per sessioni interattive penso che un sistema di gradimento anticipato sia fondamentale: organizzare una sessione interattiva (es. ITPUG-Lab) non è semplice e rischia di portare via risorse (sia organizzatori che partecipanti) dalle track della conferenza. Occorre quindi essere certi del gradimento e della partecipazione alla sessione.
Insomma, una sfida interessante e uno spunto per i prossimi organizzatori dell'evento perché si possa sempre migliorare e non "sedimentare" su formule sempre uguali e ripetute.
L'idea è abbastanza semplice, e l'implementazione mantiene la semplicità: si inviano dei contributi di talk (per conferenze ed eventi) e si lascia che le persone li votino, in un meccanismo stile "star" ben noto da altre piattaforme. I talk/contributi che hanno ricevuto il maggior numero di voti vengono selezionati per l'evento.
Un paio di giorni fa ho proposto di valutare questo meccasnimo nell'ambito del PGDay.IT. Da tempo sono sostenitore di una call-for-papers piu' aperta e con selezione maggiormente trasparente rispetto a quanto è avvenuto nelle ultime edizioni. Anzi, a dire il vero ho anche proposto piu' volte di fare un "speaker fight" del poveraccio addirittura per il keynote, proponendo di chiedere alla community chi fosse interessato a fare un keynote speech invece che andare su singolo invito diretto.
Ora sistemi come quello qui descritto hanno, ovviamente, i loro svantaggi: per esempio si potrebbe votare molto un talk tenuto da un perfetto incompetente che risulterebbe in uno speech di pessima qualità, trascurando magari talk meno "accattivanti" ma di sicuro successo ed impatto.
E forse alcune persone non vogliono selezionare di propria volontà i talk, quanto lasciare che siano gli organizzatori a "stupirli" con contenuti all'altezza di stimolare la curiosità e l'intelletto.
Tuttavia è difficile rimanere in un ambito o nell'altro se non si hanno dati alla mano circa il gradimento delle precedenti edizioni (questione che spesso ho sollevato).
Personalmente ritengo che aprire almeno una porzione del PGDay.IT ad un sistema di votazione diretta possa dare quella spinta ad autori e partecipanti per sentirsi maggiormente coinvolti e, soprattutto, per poter decidere il livello dei contenuti da visionare, garantendo quindi una maggiore partecipazione (almeno in teoria).
Se poi il tutto viene accompagnato anche da un feedback sui talk, si può avere una base dati abbastanza oggettiva che possa permettere un evento migliore ad ogni edizione.
Per sessioni interattive penso che un sistema di gradimento anticipato sia fondamentale: organizzare una sessione interattiva (es. ITPUG-Lab) non è semplice e rischia di portare via risorse (sia organizzatori che partecipanti) dalle track della conferenza. Occorre quindi essere certi del gradimento e della partecipazione alla sessione.
Insomma, una sfida interessante e uno spunto per i prossimi organizzatori dell'evento perché si possa sempre migliorare e non "sedimentare" su formule sempre uguali e ripetute.
martedì 21 febbraio 2017
PostgreSQL @ Python
Il legame tra Python e PostgreSQL appare sempre piu' forte.
Se da un lato ITPUG sarà anche per questa edizione media partner della conferenza italiana PyCon 8 , la community PostgreSQL viene citato nella sezione Community per l'internazionale PyCon 2017.
venerdì 27 gennaio 2017
Reboot ITPUG (Le mie dimissioni da ITPUG...parte 3)
Il consiglio di ITPUG è nuovamente in forze: dopo le mie dimissioni di circa un mese fa è stato eletto un nuovo socio per sostituirmi.
Questo permetterà ad ITPUG di proseguire le normali attività fino alle prossime elezioni di fine biennio, direi Aprile.
Presto sparirà il mio nome dalla lista dei consiglieri , immagino ci vorrà tempo perché si dia la giusta visione al mio sostituto.
A seguito delle mie dimissioni ho assistito ad un approccio abbastanza roccambolesco nella gestione del da farsi. Premesso che non ho intenzione di polemizzare e che quanto qui descritto rappresenta solo (e ovviamente) il mio punto di vista, ecco cosa è successo.
Anzitutto un po' di delusione perché le mie dimissioni non sono nemmeno state verbalizzate. Non è mania di protagonismo, ma un consiglio che vuoel una gestione trasparente deve quanto meno prendere atto di quanto sta accadendo al suo interno e "scolpirlo" nella pietra. Amarezza anche per la presidenza, che nonostante io avessi chiesto si pronunciasse, si è limitata a convocare l'assemblea straordinaria.
Stupore anche per la decisione, quasi unilaterale e a colpi di rima baciata (ossia in modo molto prolisso), di delegittimazione del consiglio stesso. Essendone io uscito si è deciso, applicando in maniera molto rigida e forse non regolare lo statuto, di delegittimare il consiglio stesso. A nulla è servito portare alla memoria dei consiglieri (alcuni storici quasi quanto me) e dei soci che già in passato, in analoga situazione e con dimissioni presentate, il consiglio aveva comunque proseguito la sua attività. E a nulla è servito ricordare che anche i soci pendenti potevano essere ammessi all'associazione (anche perché lo statuto stesso prevede 30 giorni per una decisione).
I soci stessi sono stati posti in discussione, utilizzando una logica boolean abbastanza contorta per la quale chi non aveva pagato/rinnovato la quota 2017 risultava "non in regola" e quindi non ammesso alle votazioni del mio sostituto. Ora, in assenza di un regolamento specifico e considerato che le quote vengono rinnovate in occasione dell'assemblea ordinaria (solitamente Aprile), questa mi è sembrata una contromisura molto forte. Inoltre, non essendoci un termine stabilito per il rinnovo, definire la morosità dei soci risulta abbastanza discutibile.
E anche qui i consiglieri storici avrebbero potuto ricordarsi di cosa accaduto nel 2014, situazione differente ma valutazione di "morosità" analoga.
Ancora peggio: c'è la garanzia che i consiglieri fossero tutti in regola con la quota?
E se non lo erano, anche se per un breve periodo nel loro mandato, il consiglio non deve essere analogamente delegittimato?
Ma andiamo avanti. E' stata convocata una assemblea straordinaria dei soci, sbagliandone la convocazione e facendo quindi slittare di un giorno l'assemblea stessa. Che poi è stata verbalizzata come ordinaria, e non come straordinaria.
Piccolezze, sviste, e concordo! Ma una associazione che vuole applicare rigidamente lo statuto non può fare simili sviste, almeno secondo me.
E se anche succedono queste sviste, perché in un caso la convocazione è stata annullata (ritardando quindi la "rilegittimazione" del consiglio) e nell'altro caso no?
Insomma, come si evince, ritengo che sia stato applicato uno statuto mirato piu' a legare le mani all'associazioni che non a sostenere la stessa.
Fermo restando che l'approccio difensivo difficilmente risulta inadeguato, forse questo accanimento ha causato piu' danni che utile.
Detto questo penso, in tutta onestà, che a parte i miei impedimenti personali forse è un bene che io sia uscito da questo consiglio: le incongruenze fra il mio modo di vivere l'associazione e quello degli altri membri è ormai abbastanza distante, e questo avrebbe comunque impedito un sano lavoro di entrambi.
In bocca al lupo al nuovo consiglio, e buon lavoro!
A seguito delle mie dimissioni ho assistito ad un approccio abbastanza roccambolesco nella gestione del da farsi. Premesso che non ho intenzione di polemizzare e che quanto qui descritto rappresenta solo (e ovviamente) il mio punto di vista, ecco cosa è successo.
Anzitutto un po' di delusione perché le mie dimissioni non sono nemmeno state verbalizzate. Non è mania di protagonismo, ma un consiglio che vuoel una gestione trasparente deve quanto meno prendere atto di quanto sta accadendo al suo interno e "scolpirlo" nella pietra. Amarezza anche per la presidenza, che nonostante io avessi chiesto si pronunciasse, si è limitata a convocare l'assemblea straordinaria.
Stupore anche per la decisione, quasi unilaterale e a colpi di rima baciata (ossia in modo molto prolisso), di delegittimazione del consiglio stesso. Essendone io uscito si è deciso, applicando in maniera molto rigida e forse non regolare lo statuto, di delegittimare il consiglio stesso. A nulla è servito portare alla memoria dei consiglieri (alcuni storici quasi quanto me) e dei soci che già in passato, in analoga situazione e con dimissioni presentate, il consiglio aveva comunque proseguito la sua attività. E a nulla è servito ricordare che anche i soci pendenti potevano essere ammessi all'associazione (anche perché lo statuto stesso prevede 30 giorni per una decisione).
I soci stessi sono stati posti in discussione, utilizzando una logica boolean abbastanza contorta per la quale chi non aveva pagato/rinnovato la quota 2017 risultava "non in regola" e quindi non ammesso alle votazioni del mio sostituto. Ora, in assenza di un regolamento specifico e considerato che le quote vengono rinnovate in occasione dell'assemblea ordinaria (solitamente Aprile), questa mi è sembrata una contromisura molto forte. Inoltre, non essendoci un termine stabilito per il rinnovo, definire la morosità dei soci risulta abbastanza discutibile.
E anche qui i consiglieri storici avrebbero potuto ricordarsi di cosa accaduto nel 2014, situazione differente ma valutazione di "morosità" analoga.
Ancora peggio: c'è la garanzia che i consiglieri fossero tutti in regola con la quota?
E se non lo erano, anche se per un breve periodo nel loro mandato, il consiglio non deve essere analogamente delegittimato?
Ma andiamo avanti. E' stata convocata una assemblea straordinaria dei soci, sbagliandone la convocazione e facendo quindi slittare di un giorno l'assemblea stessa. Che poi è stata verbalizzata come ordinaria, e non come straordinaria.
Piccolezze, sviste, e concordo! Ma una associazione che vuole applicare rigidamente lo statuto non può fare simili sviste, almeno secondo me.
E se anche succedono queste sviste, perché in un caso la convocazione è stata annullata (ritardando quindi la "rilegittimazione" del consiglio) e nell'altro caso no?
Insomma, come si evince, ritengo che sia stato applicato uno statuto mirato piu' a legare le mani all'associazioni che non a sostenere la stessa.
Fermo restando che l'approccio difensivo difficilmente risulta inadeguato, forse questo accanimento ha causato piu' danni che utile.
Detto questo penso, in tutta onestà, che a parte i miei impedimenti personali forse è un bene che io sia uscito da questo consiglio: le incongruenze fra il mio modo di vivere l'associazione e quello degli altri membri è ormai abbastanza distante, e questo avrebbe comunque impedito un sano lavoro di entrambi.
In bocca al lupo al nuovo consiglio, e buon lavoro!
Un'ultima nota: fino alle mie dimissioni io sono stato l'unico consigliere ad essere stato in carica dall'inizio dell'attività ITPUG con assoluta continuità. Ahimé ritengo che la mia memoria storica non sia stata utilizzata in modo costruttivo come avrebbe potuto.
mercoledì 18 gennaio 2017
Quanto ITPUG? (Le mie dimissioni da ITPUG parte 2)
Avendo marcato la fine della mia attività da consigliere con le dimissioni di circa un mese fà, ho deciso, quasi per curiosità, di cercare di quantificare il lavoro svolto da ITPUG e dal suo consiglio negli ultimi due mandati.
Si tratta di dati ovviamente indicativi, visto che strumenti diversi offrono opzioni di statistica differenti, ma possono essere utilizzati per un grezzo lavoro di analisi quantitativa.
E' bene sottolinearlo: si parla di attività quantitativa, non qualitativa!
Tuttavia l'attività quantitativa spesso indica e sottointende la presenza in associazione e la vitalità della stessa, da qui il mio interesse per questi semplici dati.
Ovviamente non sto svelando alcun segreto, questi dati sono comunque visibili e calcolabili da ogni consigliere e socio, con un po' di impegno e pazienza. Potrei anche aver commesso qualche errore di computazione, nel qual caso ogni correzione è ben accetta.
Considerando quindi la data del 30 aprile come termine di un biennio (e il relativo inizio del successivo), e sottolineando come il biennio 2015-2017 non sia ancora giunto al termine (e quindi i dati di tali biennio si riferiscono alla data attuale), si ha che:
- biennio 2013-2015
- 301 commits
- 281 tickets
- 19 verbali riunioni di consiglio
- 108 thread in lista itpug-consiglio@
- 170 thread in lista itpug-soci@
- biennio 2015-2017
- 103 commits
- 190 tickets
- 7 verbali riunioni di consiglio
- 160 thread in lista itpug-consiglio@
- 130 thread in lista itpug-soci@
L'attività del consiglio può essere quantificata con il numero di commits nel repository documentale, ovvero quanti documenti il consiglio ha ritenuto di inserire fra quelli ufficiali (fra questi, i verbali delle riunioni di consiglio), nonché dal numero ti tickets (ovvero di problematiche e task da affrontare). Come si può notare il valore di entrambi è drasticamente calato nell'ultimo biennio, segno che non si utilizza piu' né il repository né il sistema di ticketing come strumento base per la gestione delle attività del consiglio.
Questo è in parte confermato anche dall'aumento del numero di thread nella mailing list consiglio, che rispecchia il maggior uso e preferenza di questo canale di discussione rispetto agli altri strumenti.
A mio avviso questa è una regressione, poiché l'email non rappresenta lo strumento ideale per gestire scadenze, priorità, condivione di documenti.
Il dato però piu' allarmante, a mio avviso, è quello delle riunioni di consiglio, o meglio, dei verbali delle riunioni di consiglio. Come si può vedere le riunioni di consiglio sono scese del 60% circa, segno che il consiglio non ritiene sufficientemente utile riunirsi con regolarità (ulteriore conferma della preferenza del canale e-mail), o ha delle difficoltà a riunirsi.
Appare anche diminuita l'attività e la presenza del consglio nella mailing list dei soci, visto che il numero di thread si è abbassato. Ora, questo dato in particolare non coinvolge direttamente il consiglio, visto che i thread possono anche essere creati dai singoli soci (e anzi, questo è quello che dovrebbe accadere); tuttavia l'abbassamento del numero di discussioni evidenzia, secondo me, un raffreddamento del "networking" fra i soci al quale il consiglio dovrebbe cercare di porre rimedio.
Lascio ad altri il computo dei post e della frequenza di aggiornamento del planet italiano perché sarei sicuramente male interpretato.
ITPUG ha una struttura di supporto informatico sicuramente complessa e funzionale (si veda qui), di gran lunga superiore a quella di molte altre associazioni PostgreSQL analoghe. Ritengo sia di vitale importanza per l'associazione che ogni consiglio riesca ad usare al meglio questa infrastruttura, nonché la storia che essa contiene (archivi, logs, ecc.) poiché rappresenta un bagaglio culturale di enorme valore.
venerdì 6 gennaio 2017
Le mie dimissioni da ITPUG
Cari soci,
anzitutto buon anno (anche se in ritardo)!
E' con dispiacere e un po' di imbarazzo che vi informo che qualche giorno addietro, precisamente prima di Natale, ho presentato le mie dimissioni dal ruolo di consigliere.
La mia partecipazione in ITPUG si è ridotta per cause esterne, e ultimamente mi trovo anche in difficoltà nel rappresentare l'associazione.
In considerazione di tutto ciò, sperando nel meglio per l'associazione, e senza voler occupare un ruolo in modo "sterile", mi faccio quindi da parte.
Preciso, qualora necessario, che dalla data della presentazione delle mie dimissioni mi sto astenendo da esprimere ogni opinione in consiglio, se non espressamente richiesto.
Ho seguito e servito ITPUG dalla sua costituzione, la ritengo una esperienza interessante ed utile, grazie anche a voi.
Ad ogni modo non vi sbarazzerete facilmente di me, e ci ritroveremo a conferenze e sui vari canali informatici come al solito!
Grazie,
Luca
anzitutto buon anno (anche se in ritardo)!
E' con dispiacere e un po' di imbarazzo che vi informo che qualche giorno addietro, precisamente prima di Natale, ho presentato le mie dimissioni dal ruolo di consigliere.
La mia partecipazione in ITPUG si è ridotta per cause esterne, e ultimamente mi trovo anche in difficoltà nel rappresentare l'associazione.
In considerazione di tutto ciò, sperando nel meglio per l'associazione, e senza voler occupare un ruolo in modo "sterile", mi faccio quindi da parte.
Preciso, qualora necessario, che dalla data della presentazione delle mie dimissioni mi sto astenendo da esprimere ogni opinione in consiglio, se non espressamente richiesto.
Ho seguito e servito ITPUG dalla sua costituzione, la ritengo una esperienza interessante ed utile, grazie anche a voi.
Ad ogni modo non vi sbarazzerete facilmente di me, e ci ritroveremo a conferenze e sui vari canali informatici come al solito!
Grazie,
Luca
Questa è la lettera che ho inviato nella mailing list soci di ITPUG per confermare le mie dimissioni dal ruolo di consigliere.
Niente di drammatico, né tanto meno melodrammatico, ma spero con questo mio post di poter chiarire meglio la situazione e la mia decisione, che sono certo potrà essere interpretata negativamente, molto piu' di quanto non lo sia.
La parola chiave di tutto questo è coerenza.
Coerenza con me stesso, con gli impegni presi, con l'associazione che ho contribuito a creare e che ho risollevato.
Non posso piu' onorare gli impegni presi, perché vicissitudine esterne ad ITPUG mi tengono lontano dall'associazione, e di questo ne sono mortificato.
Quindi, per coerenza con l'impegno preso, trovo corretto farmi da parte.
Ma c'è anche la coerenza con me stesso: io ho una visione della vita di associazione che, sicuramente per una mia interpretazione sbagliata, tende a stridere con quanto osservo ultimamente in ITPUG. In particolare se ripenso all'enorme impegno che mi ero assunto come presidente anni fà, quando sono riuscito a risollevare (non da solo!) sia l'associazione, prossima alla chiusura, che il PGDay.IT; entrambi versavano ormai in uno stato comatoso e sicuramente non open.
Come ho scritto brevemente sopra è stata una esperienza interessante, ma anche impegnativa. Sono passato attraverso molte soddisfazioni e anche molte delusioni, perfino interrogativi. Mi sono state rivolte belle parole e brutte parole, perfino azzardi su conflitti di interesse. Sorrido se ci ripenso, anche perché per me PostgreSQL non è mai stato piu' che un hobby, una passione. E anche perché, se ben ricordo, all'ultimo PGDay.IT al quale ho partecipato sono stato l'unico organizzatore a segnarsi come membro ITPUG invece che di una azienda, ente, università.
Ho sempre tentato di svolgere una attività sana e alla luce del sole, cercando di dare pari opportunità a tutti quanti. Ho sempre tentato di portare avanti il nome dell'associazione, facendola comparire anche nel planet.postgresql.org, sulle riviste per le quali scrivevo articoli, e nelle piccole interviste fatte.
Ho conosciuto molta gente interessante, molti stereotipi altrettanto interessanti e molte realtà aziendali ed enti che fanno duro lavoro per mantenere quello spirito open che mi ha sempre affascinato.
Ora, inutile farla tanto melodrammatica: non sarò stato infallibile, non sarò stato impeccabile, ma ho speso veramente tante energie per questa associazione, e il solo fatto che sia qui a scrivere a riguardo testimonia quanto sia stata per me una decisione difficile.
Perché anticipare le dimissioni visto che il consiglio sta per giungere alla sua "naturale" scadenza? Già, è una domanda lecita, sulla quale i maliziosi potranno lucrare teorie complottiste, ma la questione è realmente semplice come eseguire una rollback.
Il fatto è che non mi sento piu' di fare parte del consiglio, e avere senzazioni senza-azioni non è da me. Come dicevo, coerenza...
Cosa succederà adesso?
Beh, niente panico! ITPUG ha un consiglio formato da gente esperta che saprà portare avanti l'associazione. Dopotutto io non sono certo indispensabile!
E comunque mi rendo disponibile ad affiancare il consiglio qualora lo si riterrà opportuno.
martedì 13 dicembre 2016
PgDay.IT 2016: ci siamo (senza di me)
Oggi è la giornata del decimo PgDay.IT.
Sono passati già dieci anni dal primo evento organizzato da un gruppo di "ragazzotti" aggregati in un modo abbastanza disorganizzato ma efficace.
Io ne entrai a far parte per caso: era il 2007 e stavo iniziando un progetto importante basato su PostgreSQL, e così, cercando gruppi di discussione in italiano capitai sopra ad una rudimentale pagina wiki che parlava di un evento interamente dedicato a questo database.
Mandai quindi una mail di disponibilità e il gioco fù fatto: ero uno degli organizzatori dell'evento, il quale si dimostrò da subito molto importante per la comunità internazionale.
Da lì si formò ITPUG, l'associazione che nelle nove edizioni passate ha organizzato le altrettante versione dell'evento.
Quest anno, purtroppo, non potrò partecipare all'evento, per ragioni personali. Anche la mia partecipazione nell'organizzazione dell'evento è stata meno incisiva rispetto agli anni passati.
In generale però posso affermare di non essere stato l'unico ad aver contribuito in maniera ridotta a questo PgDay.IT, e l'impressione generale e che mi viene riportata è quella di un evento sottotono. Spero che l'organizzazione possa dimostrare il contrario; il programma e la partecipazione parlano da soli.
Ma il dispiacere piu' grande non è certo quello di non avere un evento colossale, quanto quello di non poter passare una giornata intera a parlare ed ascoltare le avventure di PostgreSQL, di non poter rivedere amici di conferenza (e non solo) e bere una buona birra in loro compagnia.
Ma ci saranno altri eventi, altre conferenze, altri PgDay.IT e altre birre per recuperare il tempo perso!
Buon evento a tutti.
venerdì 14 ottobre 2016
PGDay.IT 2016: there's some extra time before the CFP is out!
Ehi, the CFP for the PGDay.IT 2016 (Italian tenth edition of the PGDay) has been extended until next Saturday 22 October at 23:59 (Rome).
Don't miss the opportunity to be a speaker at one of the most well known PGDay!
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PGDay.IT 2016: CFP estesa ancora di qualche giorno
Al fine di fornire un PGDay.IT 2016 denso e ricco di contenuti gli organizzatori hanno deciso di estendere la Call For Papers di ancora qualche giorno, e precisamente fino a
SABATO 22 OTTOBRE alle ore 23:59
Le informazioni su come inviare un contributo si trovano sul sito ufficiale della conferenza.
domenica 18 settembre 2016
PGDay.IT 2016: it's time for you to speak!
As you probably already know the Call For Papers for the PGDay.IT 2016 is now open. Please see the details here and send your contribution following the instructions. The organizing committee will review each proposal in order to deliver a great program for the tenth edition of the italian PostgreSQL based conference.
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PGDay.IT 2016: Call For Papers
Ve ne sarete ovviamente già accorti, perché è da circa una settimana, che la Call For Papers per il PGDay.IT 2016 è aperta.
C'è tempo fino a MARTEDi' 11 OTTOBRE (ore 23:59).
Cosa bisgona fare? Vincere la timidezza e inviare il proprio contributo per talk/tutorial seguendo le istruzioni riportate qui. Ogni singolo contributo è importante e verrà valutato attentamente al fine di garantire un grandioso programma della decima edizione della conferenza.
venerdì 9 settembre 2016
PGday.IT 2016: tenth edition of the italian PostgreSQL conference
ITPUG is proud to announce the tenth edition of the italian PostgreSQL conference, namely PGDay.IT 2016, that will take place in Prato, Tuscany, on December 13th.
The organizing committee is working to provide another great edition of the famous italian day dedicated to PostgreSQL.
Very soon the Call For Papers will start (see http://2016.pgday.it for more details).
In the meantime...stay tuned!
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E' ora di rimboccarsi le maniche: PGDay.IT X!
E' ufficiale: il PGDay.IT 2016 è in corso di organizzazione.
La dcima edizione della conferenza nazionale dedicata a PostgreSQL si svolgerà a Prato, nella splendida sede offerta dalla Camera di Commercio (sede già sfruttata l'anno precedente).
La data è il 13 Dicembre 2016.
La data è il 13 Dicembre 2016.
Fra pochi giorni sarà disponibile la Call For Papers e gli organizzatori si metteranno al lavoro per selezionare gli interventi e offrire un programma degno di nota per questa edizione così importante nella storia di ITPUG e di PostgreSQL in Italia.
Per maggiori informazioni vedere il sito ufficiale 2016.pgday.it.
lunedì 11 aprile 2016
Livelli di sicurezza in PostgreSQL
Può sembrare banale, ma Bruce Momjan ha pubblicato un corto e specifico post relativo ai livelli di sicurezza presenti in PostgreSQL, partendo dal rigetto delle connessioni al database fino alla sicurezza a livello di riga.
Consiglio a tutti la lettura.
sabato 5 marzo 2016
ITPUG @ Pycon sette
Grazie agli sforzi di alcuni soci volontari, una delegazione di ITPUG sarà in "missione" alla Pycon 7, la famosa e conosciuta conferenza italiana sul linguaggio di programmazione Python.
Per il programma della conferenza vedere qui, mentre per i talk PostgreSQL cercare in particolare la track PyDatabase.
Per il programma della conferenza vedere qui, mentre per i talk PostgreSQL cercare in particolare la track PyDatabase.
lunedì 26 ottobre 2015
ITPUGLab @ PGDay.IT 2015
I had the opportunity and pleasure to play an active role in the third ITPUGLab, a well established tradition and a successful event me and my friend Gianluca proposed a few years ago.
And I have to say: it was really fun and educative.
And I have to say: it was really fun and educative.
What is the ITPUGLab? In short: it is an Open Space container entirely focused on PostgreSQL.
Attendees meet for exchanging, proposing or requesting ideas, thoughts, approaches and experiences getting 'hands-on' in a LAN environment and building a constructive shared experience on their laptops, or even philosophical discussions of any kind all being user-experience centric and related to PostgreSQl. No matter what the participants' skill level is.
There are no predefined contents: attendees come and propose or join others' proposals.
Attendees meet for exchanging, proposing or requesting ideas, thoughts, approaches and experiences getting 'hands-on' in a LAN environment and building a constructive shared experience on their laptops, or even philosophical discussions of any kind all being user-experience centric and related to PostgreSQl. No matter what the participants' skill level is.
There are no predefined contents: attendees come and propose or join others' proposals.
The evolution of the shared interactive contributions is what leads to discovering a path (not necessarily the right one) and get to a possible goal.
This translates to human-networking with a PostgreSQL-social approach, allowing attendees to get acquainted in ways one cannot predict.
This year we had two and half hours dedicated to the lab, a very comfortable room and very nice people attending.
The following is the list of topics discussed end experienced:
The following is the list of topics discussed end experienced:
- installation on Microsoft Windows, where the users challenged the differences on installing PostgreSQL on a Unix-unlike machine, coming to the goal of providing a running instance to other people in the room;
- migration and upgrade, with particular interest to the migration of a quite old cluster from a MS Windows machine to a mature and up-to-date cluster on a *nix machine, as well how to do it automatically and error-safely;
- install, configure and use the PostGIS extension from scratch;
- pl/pgsql scripting, with particular focus on editors, repos and best practices;
- data integrity check and validation with regard to the database and/or application;
- periodical data dump and load from one server to one (or many) others, with regard to various scenarios and possible automations.
Rules in the ITPUGLab are simple: after introducing themselves, participants start grouping spontaneously, warm up and get discussing, hands-on. Everybody can join a formed OpenSpace as well as leave it or, even, the room. When it's over, it's over: once the time elapsed pencil are down, and what happened is always the only and rightmost thing could happened.
Pictures cannot provide the excitement and fun filling the room.
Pictures cannot provide the excitement and fun filling the room.
As said, this is the third edition of the ITPUGLab, and quite frankly I'm proud of the continuous success it is getting within the PGDay.IT annual conference.
One thing all the three edition did have in common is the same request by attendees for more time: we are evaluating how to extend the session in the next PGDay.IT.
One thing all the three edition did have in common is the same request by attendees for more time: we are evaluating how to extend the session in the next PGDay.IT.
If you are coming to the next PGDay.IT, get into the lab: it's an experience you really don't want to miss!
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sabato 24 ottobre 2015
PGDay.IT 2015: nine editions and counting!
We made it!
ITPUG (Italian PostgreSQL Users' Group) organized the ninth edition of the Italian PGDay, namely PGDay.IT.
We have a very strong a quite long tradition in organizing this national conference, and as in previous editions, we had a successful conference even this year.
The location, the Camera di Commercio di Prato, was simply great: a modern and really beautiful context to host the two tracks and the third edition of the ITPUGLab, the Open Space container entirely dedicated to PostgreSQL.
The keynote speech was performed by the well known community member Andres Freund, but he was not the only member of the international community.
After the keynote and the usual coffee break, with many delicious Italian pastries, the conference split in two parallel tracks where a set of very competent and efficient speakers presented new projects, ideas, features and core implementations of our favorite database.
In the afternoon another track added to the already mentioned two giving the possibility to attendees to participate to the ITPUGLab, another well established tradition of the PGDay.IT.
Last but not least, the usual session of lightning talks, the group picture and the very good beer offered by one of the conference sponsor.
At the end we can count one hundred attendees, ten regular talks, sixteen speakers, six sponsors and two social beers.
It is quite difficult to recap in a few lines what this event was and has been in the past edition. I can only say that if you are missing this conference you are missing a very technical event within a friendly environment and fun context
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giovedì 8 ottobre 2015
PGDay.IT 2015: we are here!
The ninth edition of the Italian PGDay (PGDay.IT 2015) is really close, and ITPUG is proud to announce that the schedule is available on-line.
As in the previous editions we have a rich set of talks and contributions, as well as the third edition of the ITPUG's own Open Space named ITPUG-Lab.
Check out the official website at http://2015.pgday.it and see you soon at PGDay.IT 2015!
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